Coltivazione dei fagiolini
Le piante di fagioli si coltivano praticamente da secoli e secoli all’interno del Vecchio Continente, anche se dobbiamo mettere in evidenza come i primi esemplari siano essenzialmente quelli che presentano una derivazione africana. In realtà, però, le specie che vengono maggiormente coltivate attualmente sono quelle che provengono esclusivamente dal continente americano. Non dobbiamo dimenticare come fu proprio l’arrivo dei conquistadores a permettere di sostituire la coltivazione dei fagioli africani con quelli americani, che presentano come caratteristica principale quella di essere molto più produttivi. All’interno dei vivai si possono trovare ormai decine e decine di varietà ibride di fagioli, ma che possono contare su una destinazione totalmente differente. Infatti, in alcuni casi vengono coltivate esclusivamente per la produzione dei semi, che in seguito possono essere essiccati piuttosto che congelati, mentre in altre occasioni la destinazione è essenzialmente quella legata alla produzione del baccello (quest’ultimo si mangia completamente, senza dover estrarre alcun tipo di seme). La coltivazione dei fagioli, alla fin fine, non differisce poi molto rispetto a quella delle taccole piuttosto che dei fagiolini. Prima di mettere a dimora i fagioli, è comunque fondamentale che si provveda a lavorare alla perfezione il terreno, cercando di intervenire fino a fondo, cercando sempre di renderlo decisamente più ricco inserendo dello stallatico ben maturo. Invece, l’operazione di semina si caratterizza per dover essere portata a termine soprattutto con l’arrivo delle prime calde temperature, coincidenti ovviamente con la stagione primaverile e, di conseguenza, con il periodo compreso tra il mese di marzo e quello di aprile.