Arieggiatura carotatura e sabbiatura
La carota è il comunissimo ortaggio con cui si condiscono la maggior parte degli alimenti della cucina mediterranea e nordica, fondamentale quindi per l'industria agroalimentare. La parte che interessa la coltivazione è l'apparato radicale a fittone, rossa e di grandi dimensioni che cresce sottoterra, mentre la pianta erbacea ha uno sviluppo aereo. Come nei tuberi, questo apparato radicale è ricco di nutrienti, e rappresenta la riserva alimentare della pianta. La parte aerea invece è rappresentata da un fusto basso di massimo un metro che sviluppa una piccola infiorescenza bianca raggruppata in mazzetti. La sua origine è dell'area temperata dell'Europa, quindi si trova perfettamente nel nostro clima, godendo delle buone esposizioni solari. Il terreno preferito prevede una presenza di sabbia e di argilla, con buona presenza di calcare e nutrienti organici. La presenza di materiali ciottolosi invece può dare origine a limitazioni nella crescita della radice, e quindi è preferibile lavorare il terreno per renderlo ben fine e permettere una crescita senza ostacoli. Nella rotazione del terreno si consiglia una cadenza triennale, seguente magari una coltivazione di aglio o porro, mentre soffre nei terreni che hanno ospitato la bietola. Può convivere con gli spinaci, i piselli, alcune insalate e i ravanelli. La moltiplicazione per semina può avvenire tutto l'anno tranne nel periodo invernale, con successioni mensili ripetute. I semi vanno messi a dimora a un centimetro di profondità con una distanza tra le piante di 5 centimetri. Le annaffiature devono essere quindicinali e non eccessive per non indurre il marciume. Una volta effettuata la raccolta, biennale, si consiglia di non mettere le carote a temperature troppo fredde e in luoghi areati.