Cedro
Coltivare delle piante di cedro richiede senz’altro uno spazio notevole a disposizione: infatti, nel caso in cui si abbia a disposizione solamente uno spazio ridotto, il suggerimento migliore da seguire è quello di puntare sulla coltivazione di qualche varietà nana, oppure di varietà che si caratterizzano per avere uno sviluppo decisamente limitato. E’ fondamentale mettere in evidenza che i cedri sono, in poche parole, delle conifere che ormai si sono talmente adattati al clima della penisola italiana, che si possono considerare come parte integrante della flora spontanea. Le piante di cedro si caratterizzano per crescere soprattutto nelle aree montane e collinari, senza dimenticare come fino a qualche tempo fa venivano coltivati soprattutto nei grandi parchi cittadini, in virtù del fatto che sviluppano in fretta la loro chioma ombreggiante e permettono di realizzare delle ottime ed estese zone d’ombra. I cedri devono essere sempre coltivati all’interno di terreni decimante profondi, ma che al contempo possano contare su un ph decisamente alcalino, con un livello di fertilità medio. Inoltre, non dobbiamo dimenticare come, nel corso dei primi anni di coltivazione, è importante annaffiare queste piante durante la stagione primaverile, ma anche nel corso di quella autunnale. Le piante di cedro si caratterizzano per non avere delle esigenze particolari, dal momento che dopo l’attecchimento, si tratta di alberi particolarmente resistenti ad ogni tipo di condizione atmosferica, compreso il forte caldo, piuttosto che le gelate intense.