Qualche curiosità sul mandorlo. Usi poco conosciuti di questa pianta

Qualche curiosità sul mandorlo. Usi poco conosciuti di questa pianta

La storia dell’albero di mandorlo è indubbiamente una delle storie più interessanti di un qualsiasi altro albero da frutto. Esso è un albero nato nell’Asia centro occidentale, precisamente uno degli alberi più comuni in Cina. Un albero che fu così amato e venerato da essere poi subito esportato dai Fenici in Sicilia, regione fertile nell’antichità forse anche più di adesso. Anche in Grecia si coltivava questo tipo di albero e i Romani lo divinizzarono per quanto fosse bello e per quanto fossero particolari i suoi frutti e i suoi fiori. Sappiamo con certezza da moltissimi scritti ritrovati che già nell’antichità avevano capito come utilizzare in senso strettamente medico tutte le proprietà dei frutti del mandorlo. I romani lo chiamavano la noce greca e grazie a loro si ebbe la coltivazione e l’esportazione di questo meraviglioso arbusto in tutta l’Europa, specialmente in Spagna e in Francia. Nonostante sia un albero molto fragile, se trattato con la giusta cura e le giuste attenzioni, esso sopravvive nel tempo anche per tantissimo tempo, avendo così una vita molto longeva. La sua fragilità non è dovuta infatti a un qualcosa in particolare, ma alla fragilità del suo legno rispetto agli attacchi di batteri o funghi vari. Fortunatamente l’uomo col tempo sta imparando a rispettare gli alberi custodendoli come un gioiello. Ecco che noi oggi possiamo quindi godere di immense distese di alberi di mandorlo in fiore. Fiori caratteristici quelli di questa pianta: a cinque petali e dal colore bianco tendente al rosa. Una vera meraviglia che nessuno al mondo riesce a non amare.
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