La vite in vaso e la raccolta

La vite in vaso e la raccolta

Ci sono tanti modi per avvicinarsi allo studio delle piante: lo si può fare considerando le sue caratteristiche fisiche, le potenzialità che offre all’uomo, i frutti che dà. Oppure ci si può avvicinare esaminando la sua storia. Quando si parla della vita, chi pensa all’approccio ha l’imbarazzo della scelta: la vite è una delle piante più antiche nella storia dell’umanità, la sua nascita è paragonabile all’inizio della civiltà. I primi colonizzatori la portarono nella Magna Grecia, ma furono gli Etruschi a importarla nel nostro paese. Se invece facciamo riferimento alla Bibbia, ci rendiamo conto che la vite riveste nelle Sacre Scritture un ruolo cruciale, legato a Noè e ai Padri della Chiesa.

Oggi la vite è una pianta estremamente duttile: si adatta molto bene alla coltivazione su terreni argillosi come su terreni sabbiosi e calcarei. Non a caso, dando un’occhiata al significato della vite nel linguaggio delle piante, ci accorgiamo che fin dall’antichità questa pianta viene collegata direttamente alla forza dell’uomo e alla sua capacità di trasformarsi e cambiare in base al tempo e a ciò che ha intorno.

Insomma, quando si parla della vite ci si trova di fronte a una pianta storica, anzi millenaria, ma non bisogna commettere l’errore di pensare che di vite ce ne sia una sola. Non è così: in natura sono presenti diversi tipi di vite, anche se la più famosa e utilizzata è la vite vinifera. Da questa categoria arrivano le viti coltivate per la produzione di vino, mentre altre tipologie sono la vitis rupestris e la vitis labusca, più usate in America.

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