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Viole del pensiero: piantarle in autunno per fiorire tutto l'inverno

Aggiornato il 16 ottobre 20264 capitoli
Perché ottobre è il mese giusto per mettere a dimora le viole

Perché ottobre è il mese giusto per mettere a dimora le viole

Le viole del pensiero sono tra le poche piante da fiore capaci di aprire le corolle nei mesi freddi, ma lo fanno davvero solo se arrivano all'inverno già ben radicate. Piantandole tra la fine di settembre e tutto ottobre trovano un terreno ancora tiepido, che permette alle radici di espandersi oltre il pane di terra nel substrato circostante prima delle prime gelate. Una pianta che ha completato questo lavoro sotterraneo sopporta meglio il freddo, continua a produrre boccioli e regala una fioritura che va da novembre fino alla primavera, con una pausa solo nei periodi di gelo più intenso. Se invece rimandi l'acquisto alla primavera e compri piantine già in piena fioritura, ti godi qualche settimana di colore e poi il primo caldo le ferma. Per questo i vivai propongono le viole proprio adesso: è il momento in cui conviene agire, soprattutto se vivi in una zona a clima mite, dove la fioritura invernale può essere quasi ininterrotta.

Come scegliere le piantine in vivaio: fiore grande o viola cornuta

In garden e vivai trovi due tipi principali, spesso vicini sullo stesso bancale. Le viole del pensiero a fiore grande, gli ibridi che i botanici chiamano Viola x wittrockiana, hanno corolle larghe con la tipica macchia scura al centro e danno subito un effetto decorativo evidente in fioriere e bordure. Le viole cornute, dette anche viole a fiore piccolo, hanno fiori più minuti ma numerosissimi, un portamento compatto e una resistenza superiore alla pioggia e al gelo: le corolle non si piegano sotto l'acqua e reggono anche una nevicata leggera. Se il balcone è battuto dal vento o l'aiuola è molto esposta, orientati su queste ultime; se cerchi macchie di colore vistose in posizione riparata, scegli il fiore grande, oppure combina i due tipi per avere continuità di fioritura. Al momento dell'acquisto preferisci piantine compatte, con foglie ben verdi e molti boccioli ancora chiusi, piuttosto che vasetti già tutti fioriti, che hanno già speso parte delle loro energie. Per le composizioni limita la scelta a due o tre colori: il risultato resta ordinato e la fioritura si nota di più.

Messa a dimora in vaso e in aiuola: esposizione, terriccio e distanze

Durante l'autunno e l'inverno le viole vogliono quanta più luce possibile: è la stagione in cui tollerano bene il sole diretto e ne hanno bisogno per continuare a fiorire. Sistemale quindi nel punto più soleggiato del balcone o del giardino, dove ricevano almeno quattro-sei ore di luce al giorno, ed evita gli angoli in ombra piena, dove la pianta cresce ma produce pochi fiori. In vaso usa un terriccio da fiore di buona qualità, meglio se già concimato, e stendi sul fondo uno strato di argilla espansa per il drenaggio, perché il ristagno d'acqua favorisce i marciumi radicali. In piena terra va bene la terra da giardino purché non sia troppo argillosa e pesante; se lo è, alleggeriscila mescolando del terriccio prima di piantare. Scava buche poco più grandi del pane di terra e distanzia le piantine di circa 15-20 centimetri, così da ottenere un tappeto pieno senza che si soffochino a vicenda. Sfila delicatamente la zolla dal vasetto e, se le radici sono molto compatte, rompi leggermente la parte esterna con le dita per favorire l'attecchimento. Compatta il terreno attorno al colletto e irriga a fondo subito dopo la messa a dimora.

Le cure dell'inverno per non interrompere la fioritura

Una volta a dimora, le viole del pensiero chiedono poco, ma quel poco va fatto con costanza. Il substrato deve restare appena umido e mai fradicio: con un clima piovoso le irrigazioni diventano quasi superflue, mentre nei periodi soleggiati e ventosi controlla il terriccio con un dito e bagna solo quando la parte superficiale è asciutta, scegliendo le ore più tiepide della giornata. Togli regolarmente i fiori appassiti pinzandoli alla base dello stelo: la pianta non spreca energie nella produzione di semi e continua a emettere nuovi boccioli. Nei picchi di gelo la fioritura si ferma per qualche giorno, poi riparte da sola appena le temperature risalgono; se nevica, basta scostare la neve con delicatezza per ritrovare i fiori intatti. Con la primavera le piante riprendono vigore e fioriscono abbondantemente fino ai primi caldi, quando il ciclo si conclude e puoi sostituirle con le annuali estive. Il vantaggio di averle piantate in autunno è tutto qui: mesi di colore con un impegno minimo.

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