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Albero di Natale vero o sintetico: quale è più sostenibile

Aggiornato il 06 ottobre 20264 capitoli
Quanto pesa davvero ogni albero: il confronto sulle emissioni

Quanto pesa davvero ogni albero: il confronto sulle emissioni

Quando ti chiedi se sia più sostenibile un albero di Natale vero o sintetico, la risposta dipende meno dal materiale in sé e più da come lo userai negli anni. Le analisi del ciclo di vita condotte su alberi alti circa due metri attribuiscono a un modello artificiale un'impronta che va dai 40 ai 48 kg di CO2 equivalente, tra produzione in plastica, trasporto dall'estero e imballaggi. Un abete coltivato in vivaio e venduto a breve distanza si ferma invece attorno a 3 kg, perché durante la crescita assorbe anidride carbonica e la trattiene nel legno. Il confronto cambia però se il sintetico viene usato a lungo: le agenzie ambientali europee stimano che servano almeno quindici o vent'anni di utilizzo prima che il suo impatto annuo scenda al livello di un abete vero acquistato ogni dicembre. Valuta quindi con onestà quanto tempo lo terrai davvero, perché un albero artificiale sostituito dopo cinque o sei stagioni, magari per cambiare stile, resta la scelta più pesante per l'ambiente.

L'abete vero è sostenibile solo se sai da dove arriva e dove finisce

Dal confronto emerge che l'abete naturale parte avvantaggiato, ma il vantaggio si conserva solo a due condizioni. La prima riguarda la provenienza: in Italia la gran parte degli alberi di Natale veri proviene da coltivazioni dedicate, spesso in collina e in montagna, dove gli abeti crescono per una decina d'anni prima del taglio e vengono rimpiazzati con nuove piantine. Chiedi al vivaista se l'albero arriva da una coltivazione certificata per la gestione forestale sostenibile e preferisci piante cresciute a poche decine di chilometri, così da ridurre il trasporto; un abete rosso o un abete del Caucaso coltivato in zona pesa meno di uno fatto arrivare dall'altra parte del continente. La seconda condizione è il fine vita. Se dopo le feste l'abete finisce in discarica, decomponendosi rilascia metano e la sua impronta può crescere anche di cinque volte. Informati quindi sul ritiro organizzato dal tuo comune, che di norma trasforma gli alberi in cippato o compost, oppure, se hai un giardino, sminuzza i rami e usali come pacciamatura sotto le siepi. Il carbonio accumulato nel legno torna così lentamente al terreno invece di disperdersi nell'aria.

Se preferisci il sintetico: le condizioni per renderlo meno impattante

Chi sceglie un albero artificiale lo fa quasi sempre per praticità: niente aghi a terra, nessun problema di caldo in casa, montaggio in pochi minuti. Dal punto di vista ambientale, però, devi sapere che la maggior parte dei modelli è realizzata in PVC, un polimero derivato dal petrolio che non si biodegrada e che, a fine vita, è difficile da riciclare perché unito a fili metallici e basi in acciaio. Il modo più serio per compensare questo peso è farlo durare: scegli un modello con struttura robusta e rami a cerniera, e privilegia il verde naturale rispetto ai colori di moda di cui potresti stancarti. Conservalo con cura nella scatola originale o in una sacca rigida, lontano da umidità e fonti di calore, e raddrizza i rami piegati invece di cambiare tutto. Se stai valutando l'acquisto, considera anche un albero usato: molte famiglie ne tengono uno inutilizzato in soffitta e un sintetico di seconda mano che continua a servire per altri dieci anni ha un'impronta per stagione molto più bassa di uno nuovo. Lo stesso vale quando sarai tu a volerlo sostituire: regalalo o donalo a una parrocchia o a un'associazione, piuttosto che portarlo in discarica.

Vaso, noleggio e tempi: decidere prima che gli abeti arrivino in vivaio

Se vuoi il profumo dell'abete senza il taglio, la strada più sostenibile è l'albero in vaso con radici, da tenere in casa solo per le due o tre settimane delle feste e poi spostare all'esterno. Dentro casa soffre il caldo e l'aria secca dei riscaldamenti, quindi posizionalo lontano da termosifoni e stufe, bagnalo con regolarità e usa addobbi leggeri che non spezzino i rami. Dopo l'Epifania potrai trapiantarlo in giardino scegliendo un punto dove, crescendo, non faccia ombra all'orto né si avvicini a recinzioni e cavi, oppure tenerlo in vaso sul balcone per riaddobbarlo l'anno successivo. Per chi non ha spazio esiste il noleggio: alcuni vivai consegnano un abete in vaso a dicembre e lo ritirano a gennaio per rimetterlo in coltivazione. Non tutte le piante sopravvivono al soggiorno in casa, ma la maggior parte sì, e la richiesta va fatta per tempo perché i numeri sono limitati. È anche il motivo per cui conviene decidere ora, prima che gli alberi arrivino nei vivai: con la scelta già fatta potrai prenotare la pianta della misura giusta, chiedere la provenienza al vivaista e organizzare subito il ritiro o il trapianto, evitando acquisti d'impulso che finiscono in un cassonetto a gennaio.

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