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Valerianella: semina autunnale per insalate invernali

Aggiornato il 05 ottobre 20264 capitoli
Quando seminare: la finestra tra settembre e ottobre

Quando seminare: la finestra tra settembre e ottobre

La valerianella, che in orto conosci anche come soncino, dolcetta o mache, è una piccola insalata della famiglia delle Valerianacee: in cucina non ha nulla a che vedere con la valeriana officinalis usata in erboristeria, anche se la parentela botanica resta. La sua stagione comincia adesso, perché la semina autunnale tra settembre e ottobre sfrutta due condizioni che si incontrano solo in questo periodo: un terreno ancora tiepido, che porta i semi a germinare quando la temperatura si mantiene fra 10 e 18 gradi, e giornate che si accorciano, così le rosette restano compatte invece di salire a fiore. Se semini troppo presto, con il caldo di fine agosto, la germinazione resta irregolare e molte piantine si perdono; se aspetti troppo, con il suolo sotto i 4 gradi il seme rimane fermo e il raccolto slitta di settimane. In pianura e in collina puoi quindi lavorare con tranquillità da metà settembre a metà ottobre, anticipando di una o due settimane dove gli inverni arrivano presto e ritardando un poco lungo le coste più miti.

Terreno, letto di semina e distanze per rosette compatte

Prima di seminare dedica un po' di tempo al letto di semina, perché il seme è minuto e ha bisogno di appoggiarsi su un terreno fine e ben assestato. Lavora il suolo a fondo leggero, togli sassi e residui della coltura precedente, poi rastrella fino a ottenere una superficie uniforme e comprimila appena con il dorso del rastrello. Questa insalata si adatta a quasi tutti i suoli e non è esigente in fatto di concimazioni: le va bene un terreno già coltivato in precedenza, meglio se non concimato di fresco, perché un eccesso di azoto dà foglie larghe e acquose. Se il tuo terreno è argilloso e tende a compattarsi con le piogge autunnali, alza le aiuole di una decina di centimetri per far scorrere l'acqua. Semina in file distanziate circa 15 centimetri, coprendo con pochi millimetri di terra fine, e dirada poi lasciando una pianta ogni 10 centimetri: a questa distanza le rosette di valerianella si chiudono senza soffocarsi e restano asciutte più a lungo. Fino all'emergenza mantieni umido il letto di semina con nebulizzazioni leggere, che non spostino i semi in superficie.

Cure invernali: freddo, umidità, lumache e marciumi

Superata l'emergenza, la valerianella chiede poco: è una pianta rustica, che sopporta le gelate e continua a vegetare lentamente anche con il freddo, tanto che spesso basta un velo di tessuto non tessuto o una piccola campana per avere foglie pronte quando il resto dell'orto è fermo. Le protezioni, però, vanno gestite: nelle giornate miti apri e arieggia, altrimenti l'umidità stagnante sotto il telo favorisce la botrite, la muffa grigia che compare sulle foglie esterne e sul cuore della rosetta. Irriga solo quando serve, al mattino e alla base delle piante, per tenere lontana anche la peronospora, riconoscibile dalle macchie gialle sulla pagina superiore e dalla patina biancastra su quella inferiore. Il danno più frequente in autunno arriva dalle lumache: foglie bucherellate e tracce di bava intorno alle piantine, soprattutto nelle notti umide. Puoi contenerle con barriere di rame attorno all'aiuola, con trappole e con granuli a base di fosfato ferrico, ammessi anche vicino alle colture da mangiare, e favorendo la presenza di ricci e rospi. Togli subito le foglie morte o danneggiate, perché sono il punto da cui partono i marciumi.

Raccolta scalare e valerianella fresca in insalata

Nei periodi favorevoli dalla semina alla prima raccolta passano circa cinque settimane, ma con il freddo i tempi si allungano e la valerianella resta in attesa nell'aiuola senza rovinarsi: in campo si conserva meglio che in frigorifero, quindi raccogli solo quello che ti serve. Taglia la rosetta intera al colletto, con un coltellino affilato e un taglio netto appena sopra il terreno, così eviti di portare via terra fra le foglioline; se vuoi allungare la stagione, prendi invece le foglie esterne più grandi e lascia il cuore, che continuerà a rifornirti per qualche settimana. Il sapore delicato e la consistenza tenera di questa insalata chiedono condimenti misurati, con un buon olio e poco aceto o qualche goccia di limone. Lava le rosette in acqua abbondante, muovendole senza strofinare, e asciugale bene prima di portarle in tavola. Se ripeti la semina ogni due o tre settimane durante la finestra autunnale, avrai foglie fresche da raccogliere da novembre fino all'inizio della primavera.

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