Perché il tessuto non tessuto ripara gli ortaggi dalle prime gelate
Il tessuto non tessuto, che nei vivai e nei consorzi agrari trovi indicato con la sigla TNT, è un velo bianco e leggero fatto di fibre unite tra loro senza trama né ordito. Rispetto a un telo di plastica lascia passare aria, acqua piovana e buona parte della luce, quindi sotto non si forma la condensa che favorisce i marciumi, mentre il calore che il terreno rilascia durante la notte resta intrappolato intorno alle piante. Il guadagno termico è di qualche grado, circa due o quattro, e di solito basta a evitare i danni di una brinata leggera su insalate, radicchi, spinaci, bietole e cavoli ancora in crescita. Per questo noi lo consideriamo la prima difesa da mettere in campo quando tra ottobre e novembre arrivano le prime gelate: costa poco, si posa in pochi minuti e si toglie altrettanto in fretta. Va però conosciuto il suo limite, perché contro un gelo intenso e prolungato un solo strato sottile non basta e in quei casi conviene abbinarlo alla pacciamatura o a un tunnel.
Quale grammatura scegliere per coprire le colture
La scelta del telo dipende dal peso del materiale, che i produttori esprimono in grammi per metro quadrato. Per le coperture leggere dell'orto le grammature più comuni si collocano tra circa 17 e 30 g/m²: le più basse sono adatte a proteggere semine e piantine dagli sbalzi tra giorno e notte, perché pesano poco sul fogliame e lasciano passare più luce, mentre le più alte difendono meglio dal freddo e resistono di più al vento e agli strappi. Se nella tua zona le minime scendono spesso sotto zero già a novembre, orientati su un peso maggiore oppure prevedi di stendere due strati, che raddoppiano l'effetto isolante senza sacrificare troppo la traspirazione. Fai attenzione a non confondere il TNT bianco da copertura con il geotessile nero da pacciamatura: quest'ultimo serve a coprire il suolo e a frenare le infestanti, non a riparare le piante dal gelo, e steso sulle foglie le priverebbe della luce. Valuta anche il formato, perché i rotoli convengono se hai molte aiuole lunghe, mentre i teli pretagliati bastano per qualche parcella o per incappucciare singole piante. Un velo di buona qualità non marcisce e, se lo asciughi bene prima di riporlo, lo riutilizzi per diverse stagioni.
Quando e come stendere il telo sull'orto
Non avere fretta di coprire: se le temperature sono ancora miti, il telo rallenta l'adattamento delle piante al freddo e crea un'umidità che non serve a nessuno. Segui le previsioni delle minime e stendi il tessuto non tessuto quando le notti scendono con costanza sotto i 5 °C, oppure la sera stessa in cui è annunciata la prima brinata. Posalo sempre su fogliame asciutto, nel tardo pomeriggio, così il calore accumulato dal terreno durante il giorno resta sotto la copertura. Per le colture basse puoi appoggiare il velo direttamente sulle piante, lasciandolo abbondante e morbido perché insalate e spinaci devono poter crescere senza restare schiacciati. Se disponi di archetti di ferro o di plastica, sollevalo in modo che non tocchi le foglie: l'intercapedine d'aria che si forma isola meglio ed evita che il gelo si trasmetta nei punti in cui il tessuto aderisce. In ogni caso il bordo deve arrivare fino a terra ed essere fissato lungo tutto il perimetro con terra, pietre o picchetti, perché la tramontana si infila in ogni fessura e porta via sia il calore sia il telo. Per gli alberelli sensibili, come gli agrumi in piena terra, confeziona invece un cappuccio lasco intorno alla chioma e legalo al tronco con lo spago, senza stringere.
Arieggiare, controllare e togliere la copertura al momento giusto
Una volta steso, il telo non va dimenticato fino a primavera. Nelle giornate di sole pieno la temperatura sotto il velo sale in fretta e, se le massime tornano stabilmente sopra i 10 °C, conviene aprirlo sui lati o rimuoverlo per far circolare l'aria: le piante abituate a un microclima troppo tiepido riprendono a vegetare e diventano più vulnerabili alla gelata successiva. Approfitta di questi momenti per controllare che il fogliame sia asciutto, che non ci siano marciumi al colletto e che lumache e limacce non abbiano trovato riparo sotto la copertura. Ricorda che il tessuto non tessuto lascia passare la pioggia, ma non sostituisce l'irrigazione nei periodi asciutti: nelle settimane senza precipitazioni solleva un lembo e verifica l'umidità del terreno con le dita. La raccolta si fa allo stesso modo, scoprendo solo la parte di aiuola che ti serve e richiudendo subito. Con queste attenzioni il velo ti permette di raccogliere radicchi, valeriana e spinaci anche dopo le prime brinate, allungando la stagione dell'orto di parecchie settimane rispetto alle aiuole lasciate scoperte.





