La finestra giusta: perché ottobre e novembre fanno la differenza
L'aglio in piena terra si pianta quando il suolo è ancora tiepido ma le serate hanno già iniziato a raffreddarsi: in pratica tra la seconda metà di ottobre e la fine di novembre, con qualche settimana di scarto da una zona all'altra. Al Nord e nelle valli interne conviene anticipare, perché gli spicchi devono emettere radici prima che il terreno geli; nelle colline del Centro il periodo classico resta novembre; lungo le coste e al Sud puoi arrivare anche ai primi di dicembre, dato che il freddo tarda e un impianto troppo precoce fa vegetare la pianta quando non servirebbe. Il motivo di questa finestra sta nella vernalizzazione: l'Allium sativum ha bisogno di un periodo prolungato con temperature basse, indicativamente un paio di mesi sotto i 10 °C, perché il bulbo si differenzi poi in bulbilli ben distinti, cioè gli spicchi che raccoglierai. Senza quel freddo ottieni foglie rigogliose e bulbi unici o mal formati. Osserva quindi l'andamento stagionale più che il calendario e, se le piogge hanno già inzuppato l'orto, concediti qualche giorno di asciutta prima di lavorare.
Scegliere gli spicchi e preparare l'aiuola prima dell'impianto
Deciso il momento, passa al materiale da mettere a dimora, perché da lì dipende buona parte della resa. Parti da bulbi sani e non trattati contro il germogliamento, meglio se di una varietà già coltivata nella tua zona: gli agli locali sono selezionati da generazioni sul clima del posto. Scomponi il bulbo poco prima di piantare, lasciando la tunica che riveste ogni spicchio, e tieni da parte quelli esterni, grandi e sodi; gli spicchi piccoli, molli o con la base secca danno bulbi minuti e vanno in cucina, non nell'orto. L'aglio teme i ristagni più del freddo, quindi lavora il terreno in profondità e sbriciola le zolle, aggiungendo sabbia o un ammendante se il suolo è argilloso e tende a compattarsi. Interra compost ben maturo qualche settimana prima, mai letame fresco, che favorisce marciumi e un eccesso di vegetazione. Se l'orto è pesante o l'acqua ristagna dopo i temporali, lavora su prose rialzate di una ventina di centimetri: le radici restano asciutte anche nelle settimane piovose.
Profondità, distanze e pacciamatura: la messa a dimora passo per passo
Posiziona ogni spicchio con la base piatta, quella da cui escono le radici, rivolta verso il basso e la punta verso l'alto: è l'errore più frequente di chi pianta in fretta e si traduce in germogli contorti. La profondità di riferimento è di circa 5 cm, che puoi portare a 7-8 cm dove gli inverni sono rigidi e il gelo penetra nel suolo. Lascia circa 15 cm tra uno spicchio e l'altro sulla fila e una trentina di centimetri tra le file, così da poter sarchiare comodamente senza ferire i bulbi. Puoi procedere con piccole buche singole oppure tracciando un solco, disponendovi gli spicchi e richiudendolo con terra fine senza comprimerla. Dopo l'impianto dai una bagnatura di assestamento e, nelle zone fredde, distribuisci una pacciamatura di paglia o foglie secche di qualche centimetro: attutisce gli sbalzi termici, limita le crepe del gelo e tiene a bada le erbe infestanti, che in primavera sono il vero concorrente dell'aglio.
Dall'inverno alla raccolta: come seguire la coltura mese dopo mese
Nelle settimane successive all'impianto gli spicchi radicano in silenzio e possono emettere un primo germoglio: è normale e non compromette nulla. Mantieni il terreno appena umido finché le temperature non scendono stabilmente, poi sospendi le irrigazioni, perché in inverno le piogge bastano e l'acqua in eccesso fa marcire i bulbi. Se la pacciamatura si compatta, smuovila leggermente a fine inverno per far arrivare luce e aria ai germogli. Con l'allungarsi delle giornate primaverili la pianta riprende a crescere e inizia a formare il bulbo: è il momento di tenere pulito il terreno dalle infestanti e di intervenire con l'acqua solo in caso di siccità prolungata, sospendendo del tutto nelle ultime settimane. Nelle varietà che emettono lo scapo fiorale, asportalo quando si incurva: la pianta smette di investire nel fiore e ingrossa il bulbo. La raccolta arriva in piena estate, quando metà delle foglie è ingiallita e piegata; estrai i bulbi con una forca nelle ore fresche e lasciali asciugare all'ombra e ventilati, così si conservano per mesi in treccia o in cassetta.





