Il fresco autunnale che avvia gli steli fiorali
Se la tua orchidea cymbidium resta verde e sana per tutto l'anno ma non produce fiori, quasi sempre il motivo è che non ha mai sentito freddo. Questa orchidea cresce in natura sui rilievi asiatici, dove le estati sono umide e le notti di fine stagione diventano fresche: è proprio questo abbassamento notturno a far partire gli steli fiorali, che poi si aprono in pieno inverno. In un appartamento riscaldato tutto l'anno la pianta non riceve mai il segnale e continua a produrre soltanto foglie e nuovi pseudobulbi. Per questo la preparazione alla fioritura invernale comincia a fine estate, non a dicembre. Lascia il vaso all'aperto, su un balcone o in giardino a mezz'ombra, e non affrettarti a rientrarlo quando le serate si fanno fresche: le notti di settembre e ottobre con minime sotto i 15 °C sono lo stimolo che il cymbidium aspetta, e un periodo con temperature notturne intorno agli 8-10 °C rende l'induzione ancora più sicura. Osserva la base degli pseudobulbi: quando compaiono le spighe, più tozze e arrotondate rispetto ai nuovi getti fogliari, sai che la pianta ha risposto e che la fioritura è avviata.
Quando rientrare il cymbidium e in quale stanza sistemarlo
Il momento del rientro conta quanto il freddo che lo precede. Il cymbidium sopporta brevi cali vicini allo zero, ma non è una pianta resistente al gelo: foglie e spighe si rovinano se restano a lungo sotto i 2 °C. Controlla le previsioni e riportalo al riparo quando le minime notturne scendono stabilmente sotto i 5 °C, cioè in genere tra fine ottobre e inizio novembre, prima nelle zone interne e più tardi lungo le coste. Se disponi di una veranda non riscaldata o di una serra fredda e luminosa, è il passaggio intermedio migliore, perché evita lo sbalzo dal balcone al soggiorno. In casa scegli la stanza più fresca e luminosa che hai, con una finestra esposta a sud o a est: una camera poco riscaldata, un ingresso, una scala con vetrata. L'intervallo in cui la pianta sviluppa bene le spighe è intorno ai 15-18 °C, e comunque sotto i 20 °C; alle temperature di un salotto riscaldato gli steli si allungano poco e i boccioli rischiano di seccare. Tieni il vaso lontano da termosifoni, stufe e bocchette dell'aria calda, e cerca di non spostarlo più dopo averlo sistemato, perché il cymbidium reagisce male ai cambi di posizione proprio nella fase in cui sta formando i fiori.
Acqua, luce e concime mentre crescono le spighe
Durante le ultime settimane all'aperto, quando le temperature si avvicinano ai 10 °C, riduci molto le annaffiature: con il freddo il substrato asciuga lentamente e un vaso fradicio favorisce i marciumi alle radici carnose. Riprendi gradualmente con il rientro in casa, cioè quando le spighe sono visibili, e torna a mantenere la corteccia appena umida, mai bagnata. Il metodo più semplice resta sollevare il vaso: se è leggero è ora di dare acqua, a temperatura ambiente e possibilmente poco calcarea, svuotando il sottovaso dopo mezz'ora. La luce va mantenuta abbondante anche d'inverno, perché il cymbidium ne richiede molta più della phalaenopsis: qualche ora di sole diretto al mattino è gradita, mentre foglie verde scuro e molli segnalano che la pianta ne riceve troppo poca e che le spighe faticheranno a svilupparsi. Il concime bilanciato per orchidee si dà a dose ridotta ogni 15-20 giorni finché gli steli crescono, e si sospende all'apertura dei primi fiori per non accorciare la fioritura.
Proteggere i boccioli e far durare i fiori fino a primavera
La caduta dei boccioli prima dell'apertura è il problema più frequente a questo punto, e quasi sempre dipende da uno sbalzo: la pianta è passata dal fresco al caldo troppo in fretta, è finita accanto a un termosifone, oppure ha preso una corrente d'aria gelida vicino a una finestra aperta. Se gli steli sono lunghi e carichi, sostienili con un tutore sottile fissato con un laccio morbido, perché il peso dei fiori può piegarli o spezzarli. Mantieni la stanza fresca anche dopo l'apertura: al fresco una fioritura di cymbidium dura in genere due o tre mesi e in condizioni favorevoli può arrivare a quattro, mentre nel caldo di un soggiorno si esaurisce in poche settimane. Se nonostante tutto la pianta non ha emesso spighe, non intervenire con rinvasi o spostamenti in pieno inverno: lasciala al fresco e alla luce fino a primavera, poi riportala fuori da maggio, quando il rischio di gelate è passato. Il rinvaso, se serve, si fa dopo la fioritura, con corteccia di pezzatura media e un buon drenaggio sul fondo. Con l'estate trascorsa all'aperto e un autunno fuori fino alle prime notti fredde, la stagione successiva ha ottime probabilità di darti gli steli che quest'anno sono mancati.





