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Concimazione autunnale del prato con potassio: perché serve

Aggiornato il 13 ottobre 20264 capitoli
Cosa fa il potassio al prato prima dell'inverno

Cosa fa il potassio al prato prima dell'inverno

La concimazione autunnale del prato con potassio ha uno scopo diverso da quella di primavera: non deve far crescere l'erba, ma renderla capace di sopportare il freddo. Il potassio regola l'acqua dentro le cellule e irrobustisce le pareti cellulari, così i fili d'erba e il colletto, cioè il punto in cui le foglie si innestano sulle radici, diventano più resistenti al gelo e alla disidratazione provocata dal vento invernale. Allo stesso tempo favorisce l'accumulo di riserve nelle radici, ed è proprio questa scorta che permette al tappeto erboso di ripartire con vigore a fine inverno. Un prato che arriva a dicembre con buone riserve di potassio soffre meno le gelate, si dirada meno e risulta meno esposto alle malattie fungine tipiche dei mesi umidi. Per questo i tecnici del verde la chiamano concimazione di preparazione al riposo vegetativo: il vantaggio lo vedi soprattutto a marzo, quando l'erba riparte compatta invece di presentare chiazze da ricostruire.

Perché in autunno l'azoto va ridotto

Se il potassio è il nutriente da esaltare, l'azoto è quello da ridurre in modo deciso. L'azoto stimola la produzione di foglie nuove, tenere e ricche d'acqua: a marzo è esattamente ciò che vuoi, ma a ottobre e novembre quella crescita verrebbe sorpresa dalle prime gelate e bruciata, lasciando il prato indebolito proprio quando dovrebbe rallentare. Un'erba spinta a vegetare fuori stagione consuma inoltre le riserve che dovrebbe accumulare nelle radici. Il concime autunnale si riconosce dal titolo riportato sulla confezione: i tre numeri indicano nell'ordine azoto, fosforo e potassio, e in un prodotto adatto a questa stagione il primo è basso e l'ultimo è il più alto. Se hai un avanzo del concime primaverile a rilascio graduale, non usarlo adesso: il suo apporto di azoto continuerebbe per settimane e lavorerebbe contro lo scopo della concimazione autunnale.

Quando intervenire: la finestra tra ottobre e novembre

Il momento giusto cade tra ottobre e novembre, quando le temperature si sono abbassate ma l'erba è ancora in attività e può assorbire i nutrienti. Il prato va nutrito quando lavora, non quando è fermo: se aspetti le gelate stabili, le radici non assimilano più e il concime resta inutilizzato o viene dilavato dalle piogge invernali. Nelle zone a clima mite la finestra si sposta verso la fine di novembre, mentre in montagna o nelle pianure soggette a brinate precoci conviene muoversi già nella prima metà di ottobre. Osserva il prato più del calendario: se cresce ancora e lo tagli ogni dieci o quindici giorni, è il momento buono. Questa concimazione completa quella di fine estate, fatta a settembre con un prodotto più ricco di azoto per la ripresa vegetativa; non fonderle in un'unica somministrazione, perché le due hanno funzioni diverse e il prato trae beneficio da entrambe.

Come distribuire il concime potassico senza errori

Prima di concimare, taglia il prato e rimuovi foglie cadute e residui, così i granuli arrivano al terreno e non restano sospesi sull'erba. Usa un carrellino spandiconcime, a caduta o centrifugo, e segui la dose indicata sulla confezione: per i concimi granulari a rilascio graduale si parla in genere di circa 20-40 grammi per metro quadro, ma il valore corretto dipende dal prodotto e dalla concentrazione degli elementi. Distribuire a mano porta facilmente a chiazze gialle da sovradosaggio accanto a zone rimaste scoperte. Dopo la distribuzione bagna abbondantemente per sciogliere i granuli e portare il potassio alle radici; se non piove nei giorni successivi, irriga per due o tre giorni. Evita di concimare su terreno gelato o imbevuto, perché in entrambi i casi il nutriente non viene assorbito. Se il prato è compatto e l'acqua ristagna, abbina all'intervento un'arieggiatura leggera: un terreno che respira sfrutta meglio il concime e arriva alla primavera con radici più profonde.

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