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Crisantemo in vaso: come coltivarlo e farlo durare

Aggiornato il 02 ottobre 20264 capitoli
Scegliere la pianta giusta e darle luce, aria e un vaso che dreni

Scegliere la pianta giusta e darle luce, aria e un vaso che dreni

Nei giorni che precedono Ognissanti i banchi dei vivai e dei fioristi si riempiono di crisantemi a cuscino, quelli compatti e semisferici che i professionisti chiamano Multiflora. Quando ne compri uno, scegli una pianta con molti boccioli ancora chiusi e solo qualche fiore aperto, perché ti garantisce settimane di fioritura in più rispetto a un esemplare già tutto sbocciato. Controlla anche che il fogliame sia verde e turgido fino alla base e che il contenitore abbia i fori di drenaggio: il crisantemo in vaso teme più l'acqua ferma che il freddo. Una volta a casa, sistemalo all'aperto, su un davanzale o un terrazzo luminoso e riparato dal vento, perché in pieno sole la fioritura dura di più e i colori restano vivi. Se vuoi rinvasarlo, usa un contenitore un po' più largo, meglio se in terracotta, con uno strato di argilla espansa sul fondo e un terriccio fertile e ben drenato, a reazione da neutra a leggermente acida. Tenerlo in casa, vicino a un termosifone, accorcia invece la vita dei fiori nel giro di pochi giorni.

Annaffiature e concime durante la fioritura

Proprio perché i ristagni sono il pericolo principale, annaffia poco e spesso, versando l'acqua direttamente sul terriccio e mai sui fiori o sulle foglie, che bagnate si macchiano e ammuffiscono. Il substrato va mantenuto appena umido: infila un dito nella terra e, se la senti asciutta nei primi centimetri, è il momento di dare acqua. Ricorda che le piante più piccole, con poca terra a disposizione, si asciugano in fretta e nelle giornate ventose possono chiedere un controllo quotidiano; se invece piove a lungo, svuota il sottovaso. Un crisantemo in vaso ha a disposizione solo i nutrienti del suo contenitore, quindi durante la fioritura aiutalo con un concime liquido per piante da fiore, diluito nell'acqua ogni una o due settimane seguendo le dosi dell'etichetta. Elimina man mano i capolini appassiti pizzicandoli alla base dello stelo: la pianta smette di spendere energie per i semi e apre i boccioli rimasti. Con queste poche attenzioni la fioritura comprata per Ognissanti si prolunga di diverse settimane.

Riconoscere i problemi più comuni prima che rovinino i fiori

Anche con cure corrette, qualche inconveniente può presentarsi. Se le foglie basse ingialliscono e il terriccio resta fradicio, il problema è quasi sempre il marciume radicale: sospendi le annaffiature, togli il sottovaso e sposta la pianta in un punto più arieggiato. Una peluria grigia su boccioli e foglie indica invece la muffa grigia, che si sviluppa con umidità e aria ferma; rimuovi le parti colpite e distanzia i vasi tra loro. Gli afidi si concentrano sui boccioli e sui germogli teneri: controlla spesso la punta dei rami e, se ne vedi, lavali via con un getto d'acqua o ricorri a un prodotto ammesso in agricoltura biologica, come il sapone molle di potassio. Un cespuglio che si affloscia all'improvviso nelle ore calde è in genere solo assetato e si riprende dopo una bagnatura, mentre fiori che sbiadiscono in fretta e steli che si allungano segnalano poca luce. Un'occhiata quotidiana al crisantemo in vaso ti permette di intervenire quando basta ancora poco.

Dopo la fioritura: potatura, riposo invernale e ripartenza in primavera

Quando l'ultimo fiore appassisce, non buttare la pianta: il crisantemo è una perenne rustica e, trattata nel modo giusto, rifiorisce ogni autunno per anni. Taglia tutti gli steli a un'altezza compresa tra dieci e venti centimetri circa, riduci le annaffiature al minimo, quanto basta per non lasciare il terriccio del tutto asciutto, e sposta il vaso in un angolo riparato del balcone o sotto una tettoia. La pianta sopporta bene il freddo, ma in vaso le radici sono più esposte che in piena terra, quindi se abiti in una zona con gelate intense avvolgi il contenitore con del tessuto non tessuto o accostalo a una parete. A marzo, quando i getti nuovi spuntano alla base, rinvasa in un contenitore più grande con terriccio fresco oppure, se hai un giardino, mettila a dimora in una buca larga il doppio del vaso, in posizione soleggiata e lasciando spazio tra una pianta e l'altra, perché il cespo tende ad allargarsi. Nello stesso periodo puoi moltiplicarla dividendo i cespi più vecchi o prelevando talee di circa cinque centimetri dai getti basali, da far radicare al caldo in un miscuglio di torba e sabbia. Durante l'estate cima i getti un paio di volte per ottenere un cuscino compatto e, con l'accorciarsi delle giornate, i boccioli torneranno puntuali per il prossimo Ognissanti.

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