Perché gli aster autunnali fioriscono proprio ora
Gli aster autunnali, che in vivaio e nei giardini di casa chiamiamo quasi sempre settembrini, sono erbacee perenni della famiglia delle Asteraceae, la stessa di margherite e girasoli. I capolini a forma di stella, da cui deriva il nome greco del genere, si aprono quando le giornate si accorciano: la pianta risponde alla luce che diminuisce, non al caldo, e per questo mostra i primi boccioli a fine agosto, raggiunge il pieno a settembre e, nelle varietà più tardive, continua fino alla fine di ottobre o ai primi geli. Questa fioritura così tardiva è il motivo per cui vale la pena dedicare loro un posto in giardino: quando rose e perenni estive hanno già esaurito la spinta, i settembrini riempiono il vuoto e offrono ad api, bombi e farfalle una delle ultime fonti di nettare e polline prima dell'inverno. Se stai pensando a un'aiuola per impollinatori, considera che i fiori semplici, con il disco centrale giallo ben visibile, sono molto più utili agli insetti rispetto alle cultivar a fiore doppio, dove i petali in più nascondono proprio la parte che li nutre. Scegliere bene la varietà, come vedremo, significa quindi anche decidere quanto il tuo giardino sarà vivo in ottobre.
Le varietà: dal settembrino classico all'astro autoctono
La botanica ha rimescolato i nomi: molte specie nordamericane sono passate dal genere Aster a Symphyotrichum, ma nei cartellini restano tutte aster o settembrini. Il settembrino per eccellenza è Symphyotrichum novi-belgii, con cespi alti circa 60-120 centimetri e fiori viola, blu, rosa o bianchi, ricchissimo di cultivar ma sensibile al mal bianco. Symphyotrichum novae-angliae, l'aster del New England, è più alto e robusto, con steli pelosi e tonalità intense fino al porpora; soffre meno le malattie fogliari e regge il vento, quindi è la scelta più sicura per il fondo della bordura. Per il primo piano e per i vasi ci sono le selezioni nane di Aster dumosus, compatte, intorno ai 40 centimetri e senza bisogno di sostegni. Se vuoi restare sulle piante autoctone, cerca Aster amellus, l'astro di Virgilio, spontaneo nei prati aridi e calcarei di molte regioni italiane: ha fiori lilla con centro giallo, un portamento ordinato intorno al mezzo metro, un'ottima tolleranza alla siccità ed è molto frequentato dalle farfalle. Diverso il discorso per Aster alpinus, che fiorisce in primavera e non va confuso con i settembrini. Affiancare un'autoctona a due o tre cultivar di diversa altezza ti permette di scalare le fioriture e di offrire nettare per più settimane.
Dove e quando piantare i settembrini
Tutte le varietà di aster autunnali chiedono sole pieno per la maggior parte della giornata. In mezz'ombra sopravvivono, ma gli steli si allungano, si piegano e i fiori diventano pochi, quindi riserva loro la posizione più luminosa che hai e lascia gli angoli ombreggiati ad altre perenni tardive. Il terreno deve essere ben drenato e con una buona dotazione di sostanza organica: la normale terra da giardino va bene se non è compatta, mentre se il suolo è argilloso e tende al ristagno conviene vangare in profondità e incorporare sabbia grossolana o compost maturo, perché le radici dei settembrini sopportano il gelo ma non l'acqua ferma. Il momento migliore per la messa a dimora è la primavera, quando il terreno si è scaldato e la pianta ha tutta la stagione per radicare, ma puoi piantare anche adesso, in autunno, approfittando delle piante già fiorite che trovi in vivaio: le vedrai subito all'opera e l'anno prossimo ripartiranno dal cespo. Lascia tra una pianta e l'altra uno spazio adeguato alla taglia adulta, in genere non meno di 40-50 centimetri per le varietà alte, perché l'aria che circola tra i fusti è la prima difesa contro le malattie fungine. In vaso scegli le selezioni nane, un contenitore con fori di scolo e un substrato alleggerito con perlite.
Cura durante l'anno: cimatura, divisione e difesa dal mal bianco
Una volta attecchiti, i settembrini chiedono poco, ma tre interventi fanno la differenza. Il primo è la cimatura: verso la fine di maggio accorcia di circa un terzo gli steli delle varietà alte, così la pianta si ramifica, resta più compatta e fiorisce qualche giorno più tardi ma con molti più capolini, senza tutori. Il secondo è l'acqua, regolare nei periodi asciutti d'estate e sempre alla base, senza bagnare il fogliame; una pacciamatura di compost in primavera trattiene l'umidità e nutre, mentre in vaso serve un concime liquido per piante fiorite ogni due settimane circa. Il terzo è la divisione dei cespi, ogni tre o quattro anni in primavera: gli aster autunnali tendono a svuotarsi al centro, quindi estrai la zolla, scarta la parte vecchia e ripianta le porzioni esterne più vigorose, un modo gratuito per allargare la bordura. Il problema più frequente è il mal bianco, l'oidio che copre le foglie di una patina farinosa a fine estate: prevenilo con la giusta distanza tra le piante, l'irrigazione al piede e varietà poco sensibili come l'aster del New England. Dopo la fioritura puoi tagliare gli steli secchi a pochi centimetri da terra, oppure lasciarli in piedi fino a febbraio per offrire semi agli uccelli e riparo agli insetti utili.





