Perché il trattamento con rame si fa proprio a caduta foglie
Il trattamento con rame nel frutteto è un intervento preventivo, non una cura: i composti rameici agiscono sulla superficie di rami e tronco e impediscono alle spore dei funghi di germinare, ma non raggiungono un'infezione già insediata nei tessuti della pianta. Per questo il momento conta più del prodotto. A caduta foglie, in genere nel corso di novembre a seconda della zona e dell'andamento stagionale, le cicatrici lasciate dai piccioli sulle gemme sono ancora fresche e rappresentano una via d'ingresso per molti patogeni che hanno passato l'estate sulle foglie e che ora cercano di svernare sulla corteccia e nelle gemme. Intervenire in questa fase significa colpire l'inoculo prima che si sistemi per l'inverno e ridurre la carica di spore che ripartirà alla ripresa vegetativa. Tieni presente che non esiste una data valida per tutta Italia: nelle zone del Nord la caduta è spesso completa già ai primi di novembre, mentre al Centro e al Sud può slittare verso la fine del mese. Osserva le tue piante e scegli il momento in cui la maggior parte delle foglie è a terra ma le gemme sono ancora ben chiuse, così il prodotto bagna bene il legno senza disperdersi sul fogliame residuo.
Su quali alberi da frutto serve davvero e su quali puoi evitarlo
Riprendendo il discorso sulla prevenzione, il trattamento rameico di novembre dà il massimo beneficio sulle drupacee, cioè pesco, albicocco, susino e ciliegio, che sono le piante più esposte alle malattie svernanti: la bolla del pesco, il corineo che buca le foglie e lascia gomma sui rami, la monilia che fa marcire i frutti e dissecca i rametti fioriti. Sulle pomacee, melo e pero, il rame a caduta foglie aiuta contro la ticchiolatura e contro il cancro rameale, soprattutto se nell'annata appena conclusa hai visto macchie sulle foglie o frutti screpolati. Sull'olivo l'intervento autunnale è utile contro l'occhio di pavone, mentre su vite e actinidia il momento tipico è leggermente diverso e conviene seguire le indicazioni specifiche di quelle colture. Se invece i tuoi alberi sono stati sani per tutta la stagione, valuta di saltare il trattamento o di limitarlo alle specie più sensibili. Il rame non si degrada nel terreno come una sostanza organica e un uso ripetuto per abitudine ne favorisce l'accumulo nel suolo, dove nel tempo può danneggiare lombrichi e microrganismi utili. Un frutteto familiare con poche piante merita un approccio basato sulla reale presenza delle malattie, con un'osservazione attenta in estate che ti dica dove vale la pena spendere il prodotto a novembre.
Prodotti rameici, dosi e modo di distribuirli sulle piante
In commercio trovi diverse formulazioni: la poltiglia bordolese, che è solfato di rame neutralizzato con calce e ha un'azione prolungata e un buon potere adesivo, l'ossicloruro di rame, più pronto nell'azione, l'idrossido di rame e i prodotti a basso contenuto di rame metallo pensati per ridurre le quantità distribuite. Per il trattamento a caduta foglie la poltiglia bordolese o l'ossicloruro sono le scelte più tradizionali, perché resistono al dilavamento delle piogge autunnali. Qualunque prodotto tu scelga, la dose e le colture su cui puoi usarlo sono quelle scritte in etichetta: rispettale sempre, perché cambiano da un formulato all'altro e i prodotti registrati per uso hobbistico hanno indicazioni specifiche. Prepara la miscela poco prima dell'uso agitando bene il contenitore, perché il rame tende a depositarsi sul fondo, e sciogli il prodotto in poca acqua prima di portare a volume. Distribuisci con una pompa a spalla o a pressione bagnando con cura tronco, branche e rami fino al gocciolamento, insistendo sulle biforcazioni e sulle screpolature della corteccia dove le spore trovano riparo. Scegli una giornata asciutta e senza vento, con temperature sopra lo zero e senza pioggia prevista per almeno un giorno, così la copertura ha il tempo di asciugare e aderire. Indossa guanti, occhiali e mascherina, tieni lontani bambini e animali durante il lavoro e non trattare se ci sono ancora frutti da raccogliere, perché il tempo di carenza indicato in etichetta va comunque rispettato.
Gli altri interventi che riducono il bisogno di rame nel frutteto
Il trattamento al rame di novembre funziona bene solo se accompagnato dalle buone pratiche che tolgono ai funghi il posto dove svernare. Prima di trattare raccogli e allontana le foglie cadute sotto le piante malate, soprattutto quelle di pesco con la bolla e di melo con la ticchiolatura, e non lasciarle nel compost domestico se non sei sicuro che raggiunga temperature sufficienti. Elimina i frutti mummificati rimasti sui rami, che sono un serbatoio di monilia per la primavera successiva, e taglia i rametti secchi o con cancri evidenti, disinfettando le lame tra una pianta e l'altra. Se hai già potato, il rame sulle ferite fresche protegge i tagli, altrimenti la potatura principale resta un lavoro di fine inverno e il rame andrà ripetuto allora. In un frutteto condotto in modo attento il trattamento di caduta foglie può essere seguito da un secondo passaggio a fine inverno, prima della rottura delle gemme, quando il rischio di infezione torna a salire con le prime piogge tiepide. Tra i due interventi l'albero è in riposo e non ha bisogno di altro. Nel lungo periodo scegli varietà poco sensibili alle malattie della tua zona, evita gli impianti troppo fitti che tengono umida la chioma e concima con misura, perché una pianta equilibrata e ben arieggiata si ammala meno e ti permette di ridurre negli anni il numero di trattamenti necessari.





