Quando interrare il bulbo per avere i fiori sotto Natale
Se vuoi un amaryllis in fiore sul tavolo delle feste, il calendario conta più di ogni altra attenzione: il bulbo va messo in vaso tra ottobre e i primissimi giorni di novembre, perché dall'impianto all'apertura dei fiori passano in genere sei-otto settimane. Chi pianta a dicembre o a gennaio otterrà comunque una fioritura generosa, ma la vedrà verso febbraio o marzo. Quello che acquisti come amaryllis, del resto, è quasi sempre un Hippeastrum, l'ibrido di origine sudamericana dai grandi fiori a tromba che possono raggiungere una ventina di centimetri di larghezza: è questa pianta che risponde bene alla coltivazione forzata in appartamento. Nella scelta del bulbo guarda la circonferenza e non il diametro, perché è la misura con cui i vivaisti classificano la merce e quella che ti dice in anticipo quanti fiori avrai. Un bulbo da 20-24 centimetri di circonferenza produce di solito un solo scapo con tre o quattro fiori, mentre uno da 26-30 centimetri arriva a due scapi con quattro fiori ciascuno. Prendilo sodo e asciutto, senza macchie molli alla base e con le radici ancora vitali: spendere qualche euro in più su un bulbo di taglia maggiore ti ripaga proprio nei giorni in cui la casa è piena di ospiti.
Vaso, drenaggio e terriccio: come sistemarlo in casa
Scelto il bulbo, passa al contenitore, perché qui si decide buona parte della riuscita. Serve un vaso pesante e stabile, con fori di drenaggio, larga appena due o tre centimetri in più del bulbo per lato: l'amaryllis fiorisce meglio quando si sente stretto, mentre in un vaso troppo grande il terriccio resta umido a lungo e il bulbo rischia il marciume. Sul fondo stendi uno strato di argilla espansa o di ghiaia, poi riempi con un substrato morbido e drenante, per esempio terra universale, sabbia e torba in parti uguali. Interra il bulbo tenendolo diritto, con le radici distese sul terriccio e la parte superiore che resta scoperta: il colletto da cui esce lo scapo non va mai sepolto. Comprimi leggermente attorno, dai una sola annaffiatura moderata senza bagnare il bulbo e poi aspetta. Fino a quando non vedi comparire la punta verde dello scapo, l'acqua va dosata con molta prudenza, perché le radici sono ancora poche e l'eccesso di umidità è il problema più frequente in questa fase. Se il vaso ti sembra spoglio, copri la superficie con muschio o cortecce invece di aggiungere terra.
Luce, temperatura e acqua nelle settimane che portano al fiore
Durante queste sei-otto settimane l'ambiente di casa fa da acceleratore. Tieni il vaso in una stanza luminosa, con luce piena ma senza sole diretto sulle foglie, e a una temperatura di circa 18-22 gradi: è l'intervallo in cui lo scapo si allunga con un ritmo regolare. Se la stanza è più fresca la fioritura slitta di qualche giorno, se è troppo calda i fiori si aprono in fretta e durano meno, quindi evita di appoggiare il vaso sopra un radiatore o accanto a una stufa. Sull'acqua vale una regola semplice: una innaffiatura alla settimana, versando l'acqua lungo il bordo del vaso e non sul bulbo, con una leggera intensificazione quando i fiori sono aperti. Lo scapo cresce inclinandosi verso la fonte di luce, perciò ruota il vaso di un quarto di giro ogni due o tre giorni e, se la pianta ha due steli alti, mettili in sicurezza con un tutore sottile legato senza stringere. Così arrivi alle feste con fiori eretti e ben distribuiti, non con uno stelo piegato sul lato della finestra.
Dopo le feste: conservare il bulbo per il Natale successivo
Quando gli ultimi fiori sfioriscono comincia la parte che la maggior parte delle persone salta, e che invece decide la fioritura dell'anno dopo. Taglia lo scapo alla base, ma non toccare le foglie: sono loro a ricaricare il bulbo, che si comporta come un accumulatore e ha bisogno di diversi mesi di vegetazione per differenziare nuovi fiori. Continua quindi ad annaffiare regolarmente finché la pianta resta verde e, da marzo a luglio, somministra un concime liquido per piante da fiore ogni quindici giorni. In primavera puoi spostare il vaso all'aperto, in posizione luminosa e riparata dal vento. Verso la fine dell'estate riduci gradualmente le annaffiature fino a sospenderle: le foglie ingialliscono e si seccano, ed è il segnale che il bulbo entra nel riposo. A quel punto estrailo, pulisci le radici dal terriccio e conservalo in un luogo buio, fresco e asciutto fino all'autunno successivo, quando ricomincerai il ciclo con un rinvaso in ottobre. Trattato così, lo stesso bulbo può tornare a fiorire per molti anni, e ogni dicembre ti ritrovi la pianta pronta senza doverne comprare una nuova.





