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Moscerini nel terriccio delle piante in casa: come eliminarli

Aggiornato il 02 ottobre 20264 capitoli
Riconoscere i moscerini del terriccio e capire perché arrivano in autunno

Riconoscere i moscerini del terriccio e capire perché arrivano in autunno

Se annaffi una pianta e dal vaso si alza una nuvola di piccoli insetti neri, quasi certamente hai a che fare con gli sciaridi, i moscerini del terriccio. Gli adulti sono lunghi pochi millimetri, hanno zampe sottili e antenne lunghe, somigliano a zanzare in miniatura e volano in modo debole restando a filo del substrato o vicino alle finestre. Non pungono e non si nutrono della pianta: a lavorare sotto la superficie sono le larve, biancastre e traslucide con la testa scura, che vivono nei primi centimetri di terriccio e mangiano funghi, radici morte e, quando sono numerose, anche le radichette più fini. Il rientro delle piante in casa in autunno è il momento in cui il problema si fa notare. All'aperto il terriccio asciugava in fretta e le uova deposte in superficie seccavano; in appartamento, con meno luce, temperature costanti e annaffiature rimaste quelle estive, lo strato superficiale resta umido per giorni e il ciclo da uovo ad adulto si completa in poche settimane. Distingui gli sciaridi dai moscerini della frutta, più tozzi e chiari, che gravitano intorno a fruttiere e pattumiera: se gli insetti stanno bassi sui vasi e non sulle foglie, il bersaglio è il terriccio.

Lasciare asciugare lo strato superficiale e rivedere le annaffiature

Il primo intervento non costa nulla: le femmine depongono solo su superfici umide, quindi se i primi due o tre centimetri di terriccio asciugano con regolarità tra un'annaffiatura e l'altra, uova e larve giovani muoiono e la popolazione cala da sola. Prima di dare acqua infila un dito nel substrato per un paio di centimetri: se senti ancora umido, aspetta. Un altro indizio è il peso del vaso, che sollevato subito dopo l'annaffiatura e di nuovo qualche giorno più tardi indica quanta acqua è rimasta meglio di un'occhiata alla superficie. Controlla anche sottovaso e coprivaso: un fondo sempre bagnato risale per capillarità e mantiene umida la terra in alto, quindi svuotalo entro mezz'ora. Per le piante che non tollerano periodi asciutti, come felci e calathee, annaffia dal basso versando l'acqua nel sottovaso e scartando quella non assorbita dopo mezz'ora: le radici bevono, ma la superficie resta asciutta e inospitale per le uova. Tieni presente che in casa, con la luce ridotta dell'autunno, quasi tutte le piante da appartamento chiedono molta meno acqua di quanta ne ricevevano sul balcone, e che il marciume radicale favorito dagli eccessi è un danno ben più serio dei moscerini.

Trappole gialle, copertura del terriccio e trattamenti contro le larve

Mentre il terriccio asciuga, cattura i moscerini adulti con le trappole cromotropiche gialle, i cartoncini adesivi che attirano gli insetti in volo. Posizionale basse, appena sopra la superficie del vaso e non tra le foglie, perché gli sciaridi si muovono a filo del substrato. Da sole non risolvono, visto che le larve restano intatte, ma fermano le femmine prima della deposizione e ti permettono di misurare l'andamento: se di settimana in settimana ogni trappola si riempie meno, le correzioni alle annaffiature stanno funzionando. Una fettina di patata cruda lasciata un giorno sul terriccio, con il taglio verso il basso, attira le larve e ti mostra quante ce ne sono. Se l'infestazione resiste, copri la superficie con un paio di centimetri di sabbia grossolana, lapillo o argilla espansa fine: il materiale inerte asciuga in fretta e ostacola sia la deposizione sia l'uscita dei nuovi adulti. Per colpire le larve puoi ricorrere a prodotti a base di Bacillus thuringiensis israelensis, un batterio che agisce solo sulle larve dei ditteri senza danneggiare la pianta, oppure ai nematodi Steinernema feltiae, da sciogliere nell'acqua di annaffiatura e distribuire su tutti i vasi coinvolti. Rispetta le dosi indicate sulla confezione e, con i nematodi, mantieni il substrato uniformemente umido nelle settimane successive, perché si spostano solo nel velo d'acqua tra le particelle.

Prevenire il ritorno: rinvaso, substrato e controllo delle nuove piante

Eliminata l'infestazione, lavora perché non si ripresenti al prossimo rientro autunnale. Quando una pianta torna in casa dopo l'estate, dedica qualche minuto al vaso: rimuovi foglie cadute e residui organici dalla superficie, controlla che il foro di drenaggio non sia ostruito e, se il terriccio è compatto, sfatto o odora di muffa, valuta un rinvaso con un substrato fresco e drenante, alleggerito con perlite o pomice. I terricci a base di torba trattengono acqua per giorni e sono i preferiti dagli sciaridi, mentre una miscela più ariosa asciuga in superficie con regolarità. Tieni per un paio di settimane in una stanza separata le piante appena acquistate o rientrate, perché spesso i moscerini arrivano con il vaso del vivaio o del supermercato, e in quel periodo osserva se qualcosa si alza dal terriccio quando annaffi. Conserva i sacchi di terriccio aperti ben chiusi e in luogo asciutto, perché un substrato rimasto umido in cantina o sul balcone può ospitare larve pronte a trasferirsi nei tuoi vasi. Infine sorveglia semine e talee, che hanno radici tenere e sono le prime a soffrire: una trappola gialla lasciata accanto a loro ti avvisa in tempo se la popolazione riparte.

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