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Lavori nell'orto a novembre: la checklist

Aggiornato il 23 ottobre 20264 capitoli
Raccogli e metti al riparo ciò che il gelo può rovinare

Raccogli e metti al riparo ciò che il gelo può rovinare

La prima voce della nostra checklist dei lavori nell'orto a novembre riguarda ciò che è ancora in terra. Fai un giro tra le aiuole con il cestino e controlla una per una le colture rimaste: carote, barbabietole, rape e sedano rapa vanno tolte prima che il suolo si indurisca per il gelo, perché estrarle da un terreno ghiacciato diventa faticoso e le radici si spaccano. Cavoli, verze, cavolo nero e porri invece possono aspettare, dato che molte varietà sopportano senza danni temperature fino a circa -5 °C e alcune diventano persino più dolci dopo le prime brinate. Per gli ortaggi da foglia come radicchio, spinaci e cicoria vale un criterio semplice: raccogli solo quello che consumi nei giorni successivi e lascia il resto a crescere sotto una protezione leggera. Segna sulla lista quali aiuole si liberano con questi raccolti, perché sono proprio quelle che nelle prossime settimane andranno coperte o seminate a sovescio, e sapere in anticipo quanto spazio hai ti evita di comprare paglia o semente a caso.

Copri il terreno nudo: pacciamatura, sovescio e tessuto non tessuto

Le aiuole svuotate dai raccolti sono il secondo punto da spuntare, e il principio è uno solo: a novembre il terreno non deve restare scoperto. La pioggia invernale dilava i nutrienti e il gelo rompe la struttura dello strato superficiale, mentre uno strato di paglia, foglie secche o cippato spesso circa 8-10 cm protegge il suolo e i microrganismi che lo abitano. Se a ottobre hai seminato un sovescio di veccia, senape o segale, in questo mese dovrebbe già formare una coltre verde: lascialo crescere, farà da protezione naturale e in primavera lo interrerai come concime. Dove invece restano colture sensibili, come spinaci o lattughe invernali, stendi il tessuto non tessuto sugli archetti o usa una piccola serra a tunnel, facendo attenzione ad arieggiare nelle giornate miti per evitare condensa e marciumi. Se sei in ritardo con l'aglio, puoi ancora interrare i bulbilli finché il terreno non è completamente gelato, con la punta rivolta verso l'alto; nelle zone a clima mite restano possibili anche fave e piselli per un raccolto precoce, mentre dove le gelate sono frequenti conviene rimandare la semina al semenzaio o alla serra.

Acqua, drenaggio e impianto di irrigazione: cosa controllare

Il terzo controllo riguarda l'acqua, che in questo periodo è più un problema che una risorsa. Con le piogge autunnali le irrigazioni vanno ridotte al minimo o sospese del tutto per la maggior parte degli ortaggi, bagnando solo se il terreno sotto la pacciamatura risulta davvero asciutto. Verifica piuttosto che non si formino ristagni: se noti pozze che durano più di un giorno dopo un acquazzone, apri piccoli solchi di scolo ai bordi delle aiuole o alza leggermente il letto di coltura con la forca, perché le radici di cavoli e porri in un terreno saturo marciscono prima ancora che arrivi il freddo. Se l'orto dispone di un impianto a goccia o di tubi in superficie, svuotali e riponili al coperto insieme a serbatoi e cisterne, dato che l'acqua che gela dentro i raccordi li spacca. Approfitta della stessa giornata per pulire vetri e teli della serra o del tunnel, in modo che la poca luce invernale arrivi tutta alle piante, e per riparare eventuali strappi prima che il vento li allarghi.

Attrezzi, compost e quaderno dell'orto per chiudere l'anno

L'ultima parte della lista si svolge in gran parte al coperto, ed è quella che in genere si rimanda. Pulisci vanga, zappe e forbici dalla terra e dalla linfa secca, affila le lame e passa un velo d'olio sulle parti metalliche prima di riporle, così a marzo le ritroverai pronte invece che arrugginite. Nel frattempo il cumulo del compost merita un'ultima sistemazione: aggiungi gli scarti puliti dei raccolti e le foglie cadute, alternandoli a materiale secco, ed escludi le piante che hanno mostrato malattie fungine, che è meglio allontanare dall'orto. Resta un'ultima voce, che richiede solo carta e penna: mentre il ricordo è fresco, annota quali ortaggi hanno occupato ciascuna aiuola quest'anno, cosa ha reso bene e cosa no. Questo appunto è la base della rotazione delle colture, che evita di rimettere la stessa famiglia nello stesso posto per anni di seguito e riduce parassiti e stanchezza del terreno. Con la lista di novembre spuntata e il piano della primavera già abbozzato, l'orto riposa davvero e tu puoi acquistare le sementi con criterio.

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