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Feijoa: coltivazione e raccolta del frutto autunnale

Aggiornato il 05 ottobre 20264 capitoli
Che pianta è la feijoa e perché fruttifica in autunno

Che pianta è la feijoa e perché fruttifica in autunno

La feijoa, che i botanici chiamano Acca sellowiana e che per anni è stata indicata come Feijoa sellowiana, è un arbusto sempreverde della famiglia delle Myrtaceae, la stessa del mirto. Arriva dagli altipiani del Brasile meridionale, dell'Uruguay e dell'Argentina settentrionale, zone montane con inverni freschi: è questa origine a spiegare perché, a differenza di molti altri frutti esotici, si adatti bene a buona parte dei nostri giardini. In coltivazione resta di solito tra i due metri e mezzo e i quattro metri e mezzo di altezza, con più fusti che partono dalla base, anche se negli esemplari vecchi e in posizione favorevole può salire parecchio; le foglie sono ovali, spesse, verde lucido sulla pagina superiore e grigio feltrato sotto, e accompagnano la pianta tutto l'anno. La fioritura arriva a primavera inoltrata, con fiori bianco rosati dagli stami rosso corallo molto appariscenti, e i petali, croccanti e dolci, si possono mangiare in insalata. Dal fiore al frutto pronto passano circa cinque o sei mesi, ed è il motivo per cui la raccolta cade quando l'orto e il frutteto hanno ormai poco da offrire.

Clima, terreno ed esposizione: dove metterla a dimora

Rispetto ad altre specie subtropicali la feijoa chiede poco, ma su sole e drenaggio non si fanno sconti. Scegli una posizione pienamente soleggiata, perché all'ombra la pianta vegeta e fruttifica male, e un terreno che non trattenga l'acqua; se il tuo è argilloso e compatto, correggilo con sabbia grossolana e sostanza organica oppure pianta su una leggera collinetta rialzata. L'arbusto adulto sopporta bene il freddo, con punte fino a circa sette gradi sotto zero, mentre i soggetti giovani vanno aiutati con una pacciamatura alla base e un telo nelle notti più rigide dei primi inverni. Tollera anche vento e salsedine, tanto che lungo le coste viene impiegato per siepi che restano verdi tutto l'anno. Si parte quasi sempre da una pianta di vivaio: scava una buca larga e profonda circa il doppio del pane di terra, bagna bene la zolla prima di interrarla, sistema l'arbusto al centro senza coprire il colletto e richiudi con terra mescolata a compost maturo. In zona ventosa lega il fusto a un tutore per il primo anno, il tempo che le radici si ancorino. Considera fin da subito lo spazio definitivo, perché la chioma si allarga molto più di quanto suggerisca la pianticella in vaso; se la coltivi sul terrazzo, prevedi un contenitore capiente e profondo.

Acqua, concimazioni, potatura e il nodo dell'impollinazione

Nei primi anni l'obiettivo è costruire una pianta robusta. Innaffia con regolarità nella stagione calda, soprattutto da quando i frutti ingrossano fino alla raccolta, perché una carenza d'acqua in estate si traduce in cascola e in frutti piccoli; tra un intervento e l'altro lascia asciugare lo strato superficiale ed evita i ristagni. Una concimazione organica di fine inverno, con letame maturo o compost distribuito sotto la chioma, copre buona parte delle esigenze nutritive, mentre per gli esemplari in vaso serve anche un concime per piante da frutto durante la fase vegetativa. La potatura resta leggera: elimina i rami secchi o incrociati e i polloni alla base, poi sfoltisci l'interno della chioma per far entrare luce, lavorando dopo la raccolta o a fine inverno. Un'accortezza che incide molto sulla produzione riguarda l'impollinazione, perché diverse cultivar sono solo parzialmente autofertili: se hai spazio, metti a dimora due piante di varietà diverse e vicine tra loro. Raccoglierai più frutti e di calibro più uniforme.

Quando e come si raccolgono i frutti tra ottobre e novembre

La feijoa matura tardi e il momento buono cade tra ottobre e novembre, a seconda dell'andamento stagionale. Il colore non ti aiuta, perché la buccia resta verde anche a piena maturazione: il segnale affidabile è la caduta spontanea. Il frutto, ovale e lungo cinque-otto centimetri, si stacca da solo quando è pronto e la scorza, spessa e coriacea, lo protegge dall'urto contro il suolo. Tieni rasata l'erba sotto la chioma o stendi un telo, passa a raccogliere ogni giorno o due e scarta gli esemplari ammaccati o già visitati dagli insetti. Se devi anticipare, prova a staccare i frutti più grossi con una leggera pressione: quelli pronti cedono senza strappare il rametto e finiscono di ammorbidirsi in casa in un paio di giorni. Una volta raccolti si conservano pochi giorni a temperatura ambiente e circa una settimana in frigorifero, quindi conviene organizzarsi per consumarli in fretta. Taglia il frutto a metà e svuotalo con un cucchiaino: la polpa è gelatinosa, bianco traslucida, molto profumata, con un sapore che sta tra l'ananas e la fragola, e la parte edibile è modesta rispetto al volume. Quello che avanza diventa confettura, gelatina o sciroppo, mentre con le foglie essiccate si preparano infusi.

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