Perché l'autunno è la stagione delle rose a radice nuda
Con l'arrivo dell'autunno i vivai espongono le rose a radice nuda: piante dormienti, vendute senza vaso e senza pane di terra, che si presentano come un fascio di rami spogli con le radici avvolte in un po' di torba o in un sacchetto. L'aspetto non invita, ma è proprio questa condizione di riposo a renderle così adatte alla messa a dimora. Piantare rose a radice nuda in autunno significa affidare al terreno una pianta che non deve sostenere né foglie né fiori e che può dedicare tutto l'inverno a emettere nuove radici, in un suolo ancora tiepido e umido grazie alle piogge di stagione. Il periodo di vendita va in genere da fine ottobre a fine aprile, ma le piante che metti a dimora tra ottobre e novembre arrivano alla primavera già ben ancorate e partono con un vantaggio evidente rispetto a quelle piantate a fine inverno. Se vivi in una zona con inverni molto rigidi e terreno che gela in profondità, valuta di anticipare il lavoro alle prime settimane d'autunno oppure di aspettare la fine dell'inverno, quando il suolo torna lavorabile. Il prezzo contenuto rispetto alle rose in vaso completa il quadro: con la stessa spesa puoi allestire un'intera aiuola.
Scegliere la pianta in vivaio e prepararla alla messa a dimora
In vivaio non accontentarti della prima pianta che ti viene proposta e osserva le radici, che sono la parte che conta davvero. Cerca un apparato radicale vigoroso, lungo circa 20 cm, con poche radici grosse e molte radici secondarie sottili: è il segno di una pianta giovane, che riprenderà in fretta. I rami devono essere sodi, verdi sotto la corteccia e con un diametro non superiore a un centimetro e mezzo; scarta gli esemplari con radici secche, ammuffite o spezzate e quelli con rami raggrinziti. Alcune rose arrivano con i rami ricoperti di cera, che serve a limitare la perdita di umidità: non toglierla, perché le gemme la attraverseranno da sole e si scioglierà con il sole. Una volta a casa, pianta il prima possibile, perché senza terra attorno le radici si disidratano in pochi giorni. Prima della messa a dimora immergi la pianta in un secchio d'acqua, fino al punto d'innesto, per qualche ora e fino a una dozzina se è rimasta a lungo in negozio. Approfitta di questo momento per eliminare le radici danneggiate e spuntare appena le altre, un taglio che stimola l'emissione di nuove radichette, e per accorciare i rami a circa 20 cm, così che la pianta concentri le energie nella parte interrata.
Preparare il terreno, scavare la buca e interrare al punto giusto
Le rose vogliono una posizione soleggiata, arieggiata e con un terreno che drena bene: se il tuo è argilloso e tende a trattenere l'acqua, alleggeriscilo con sabbia di fiume e sostanza organica ben matura, perché il ristagno invernale è il primo responsabile del marciume radicale. Pulisci la zona da foglie cadute, rami secchi ed erbacce, che possono ospitare funghi e parassiti, e lavora il terreno con qualche giorno di anticipo se devi correggerlo in modo sostanzioso. Scava una buca profonda circa 40 cm e larga almeno 30 o 40 cm, comunque abbastanza ampia perché le radici si distendano senza piegarsi; smuovi il fondo con la vanga e mescola alla terra di scavo del letame bovino maturo o del compost e, se serve, un po' di sabbia. Forma un piccolo cumulo al centro, appoggia la pianta sopra e apri le radici tutto intorno a raggiera. Il riferimento per la profondità è il punto d'innesto, il rigonfiamento alla base dei rami: deve rimanere circa 5 cm sotto il livello del suolo, dove resta protetto dal gelo e dal vento senza che il portinnesto sia spinto a emettere polloni. Riempi a strati, compatta con le mani e poi con il piede senza schiacciare le radici, e annaffia a fondo anche se il terreno è umido, perché l'acqua fa aderire la terra alle radici ed elimina le sacche d'aria.
Rincalzo, acqua e protezione invernale dopo la piantagione
Finita la messa a dimora, raccogli attorno alla base della pianta una montagnetta di terra alta quanto basta a coprire la parte bassa dei rami. Questo rincalzo protegge il punto d'innesto e i tessuti più delicati dalle gelate e dal vento secco, e in più guida l'acqua di pioggia verso le radici. Lo toglierai a fine inverno, quando le gemme cominciano a gonfiarsi, distribuendo la terra nel resto dell'aiuola. Se la stagione si rivela asciutta, bagna ogni due o tre settimane: le radici in formazione hanno bisogno di umidità costante, ma non di terreno inzuppato. Evita i concimi a pronto effetto in questa fase: la rosa è in riposo e un eccesso di azoto la indebolirebbe invece di aiutarla. Se vuoi dare un sostegno, limitati a un fertilizzante a lento rilascio nella buca o a una manciata di micorrize sulle radici al momento della piantagione. In primavera, quando spuntano i primi germogli, riprendi con le cure abituali, dalla concimazione alla potatura di formazione, e avrai davanti una pianta già radicata e pronta alla prima fioritura.





