Quale echinacea coltivare e dove sistemarla
L'echinacea è una perenne della famiglia delle Asteracee, originaria delle praterie del Nord America, e nei giardini italiani si comporta da pianta rustica: resiste al freddo invernale, sopporta le estati calde e, una volta affrancata, tollera brevi periodi di siccità. Se il tuo scopo è anche la raccolta delle radici, scegli la specie con attenzione. L'Echinacea purpurea è la più diffusa, alta fino a oltre un metro, con grandi capolini porpora e radici fascicolate, cioè un fascio di radici sottili che si scava con facilità. L'Echinacea angustifolia resta più bassa, intorno al mezzo metro, ma sviluppa un fittone che scende in profondità ed è la specie più apprezzata in erboristeria proprio per la radice; anche l'Echinacea pallida viene coltivata per lo stesso scopo. Qualunque specie tu scelga, sistemala in pieno sole, in un'aiuola o in una bordura dove l'aria circola bene. In mezz'ombra fiorisce meno e i fusti si allungano, mentre nelle conche dove l'acqua ristagna in inverno le radici marciscono. Ricorda che in autunno la parte aerea secca completamente e la pianta riparte dalla rosetta basale in primavera: non è una perdita, ma il normale riposo vegetativo.
Impianto, terreno e cure durante la stagione
Prepara il terreno lavorandolo a circa 25-30 cm di profondità, togli sassi e radici di infestanti e incorpora compost maturo, circa 2-4 kg per metro quadrato, senza esagerare con l'azoto: una pianta troppo nutrita produce molta foglia, fiorisce meno ed è più soggetta a malattie fungine. Se il suolo è argilloso e pesante, alleggeriscilo con sabbia grossolana o ghiaietto e solleva leggermente l'aiuola a baulatura, così l'acqua in eccesso scola invece di fermarsi attorno al colletto. Puoi partire da seme, in primavera o in autunno, interrando a circa 2 cm e distanziando le piante di 30-40 cm, oppure trapiantare piantine da vivaio, che fioriscono prima e attecchiscono con più sicurezza. Nelle prime 3-4 settimane dopo il trapianto mantieni il terreno appena umido, poi riduci e bagna solo quando i primi centimetri di suolo sono asciutti; in piena estate una bagnatura a settimana di solito basta, meno ancora se pacciami. Evita di bagnare le foglie di sera. In primavera distribuisci un leggero apporto di compost o di concime organico a lenta cessione e lascia che api e farfalle frequentino i capolini: la fioritura dell'echinacea si prolunga dall'estate all'inizio dell'autunno.
Quando e come raccogliere le radici in autunno
La raccolta delle radici di echinacea si fa in autunno, quando la parte aerea è ingiallita e secca: in quel momento la pianta ha richiamato le riserve nella parte sotterranea e la radice è nel suo periodo migliore. Non avere fretta: scava solo piante ben stabilizzate, di almeno tre o quattro anni, perché le radici giovani sono sottili e sacrificarle significa perdere la pianta per un raccolto modesto. Scegli un giorno in cui il terreno è umido ma non fradicio, così la zolla si stacca senza strappare le radici. Usa una forca da vangare piuttosto che la vanga, inserendola a una certa distanza dal cespo e facendo leva da più lati per sollevare l'intera zolla; con la purpurea troverai un fascio di radici fibrose, con l'angustifolia un fittone che va seguito in profondità. Taglia i fusti secchi a pochi centimetri dal colletto e scrolla la terra. Se vuoi conservare la pianta, dividi il cespo: preleva una parte delle radici e ripianta subito la porzione con le gemme, innaffiando per aiutarla a riprendersi prima del freddo. Così rinnovi la bordura e ottieni il raccolto senza rinunciare alla fioritura dell'anno successivo.
Pulizia, essiccazione e conservazione delle radici
Lava le radici appena raccolte sotto acqua corrente, aiutandoti con una spazzola per togliere la terra dalle fessure, ed elimina le parti molli, scure o danneggiate. Tagliale a pezzi di pochi centimetri, dividendo per il lungo quelle più grosse: le radici intere seccano lentamente e rischiano di ammuffire all'interno. Disponile in un solo strato su graticci o telai con rete, in un locale asciutto, ombreggiato e ben ventilato, girandole ogni tanto; sono pronte quando si spezzano con un suono secco invece di piegarsi. Conserva le radici essiccate in barattoli di vetro con chiusura ermetica, al riparo dalla luce e dall'umidità, con un'etichetta che riporti specie e data di raccolta. Ricorda che la radice di echinacea è una droga vegetale, cioè la parte della pianta usata in erboristeria, e che il suo impiego in tisane, decotti o tinture va valutato con il farmacista o l'erborista di fiducia, soprattutto se assumi farmaci, se sei in gravidanza o se soffri di malattie autoimmuni o di allergie alle Asteracee. Coltivarla e raccoglierla in casa ti dà la certezza della provenienza, ma non sostituisce il parere del medico.





